venerdì 17 marzo 2023

Sanremo

SANREMO

Luogo del festival

Mi sono fatto convito che Sanremo è un'isola siciliana, nella terraferma ligure, sotto la ventosa di un lungo tentacolo, gestito e diretto dall'uomo dell'onore. Sanremo e una roulette stracolma di soldi. Il tentacolo successivo dopo la presa con la ventosa sul teatro Ariston fu più avvolgente, e posizionato sulla bella cittadina sanremese ed ora pure il mare di fronte con la mega nave ‘ammiraglia Costa Crociere’ un lussuoso Hotel galleggiante con oltre cinque mila passeggeri. 

I protagonisti del festival si comportano come Pinocchio nel paese dei balocchi, manifestano in modo appariscente felicità esagerata. 

Sanremo col suo ambiente di palme e gabbiani è un luogo di luci e ombre, dove i gabbiani sono opportunisti che volano e si accoppiano, lasciano i loro strascichi visibili solo in autunno con la nascita del loro cuculo, dove le cose funzionano bene perché dietro ci sono tanti soldi e mirati convincimenti.

Anche Sanremo si è modificata, si è ripulita cacciando via i corvi in livree nere, coloro che apparivano col broncio, facce lunghe, tristi, impaurite e attapirate, tacciono pure le ugole meste dei primi decenni del festival, hanno preso il posto i bianchi gabbiani con il loro garrito stridulo.

Dal 2023 gli spettatori sono così soddisfatti dei cambiamenti di Sanremo che non hanno più bisogno delle poltrone, tanto sono sempre tutti in piedi a fare la ola per omaggiare gli ospiti, le colombe bianche della canzone d’esordio non volano più, si sono trasformate con la moda in vestiti svolazzanti con poche piume di copertura.

Ma le cose semplici e profonde funzionano bene solo se c'è l'amore vero, è l'emozione e la poesia che trasmettono le canzoni dei giovani debuttanti il collante della mega manifestazione. Debuttanti non più allo sbaraglio ma curati e costruiti che cantano con emozioni vere.

I cantanti allo sbaraglio, sul palcoscenico dell’Ariston, desiderano un si di approvazione del pubblico, e sono inconsapevoli del fiume di denaro che procurano alla città. 

Alle voci canterine si aggiunge l'euforia dei giocatori che con le puntate alla roulette gonfieranno le casse del comune di Sanremo. Meglio un giocatore cauto e improvvisato che quello precipitoso e accanito. 

Anche Sanremo ha operato come una famiglia per una settimana, dove il capo e conduttore Ama è riuscito a unificare tutti. Coadiuvato da Gianni che ha fatto da accomodante pulitore di fiori distrutti da un atto vandalico, Gianni una persona amabile perché cauto ed esperto a tutto tondo.

L’armonia ritrovata a Sanremo è stata unificante come lo è il festival.

Il canto del gallo, giulivo e squillante, all’interno dell’Ariston, ma che molti ascoltandolo nel cortile esterno l’hanno percepito da esclusi sottraendosi ai riflettori. Cortile simile a quello in cui cantò il gallo che rammemorò all’imboscato Apostolo Pietro le sue colpe. Pietro voleva passare inosservato, facendo finta di non saper e di non conoscere Gesù, ci riuscì in parte, ma il canto del gallo risvegliò in lui la sua coscienza che lo accusò severamente:

" Allora lui cominciò a invocare la maledizione su di sé e a giurare: “Non conosco quell’uomo!” In quell’istante un gallo cantò." Matteo 26:74

Sanremo è Sanremo un intreccio di esordienti canterini, canzoni nuove e vecchie, insieme alle puntate alla roulette, con un pizzico di Sicilia che, come Pilato, si lava le mani e se le asciuga con tanti soldi a disposizione.

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